Le forze economiche e sociali della
Lombardia, riunite nel tavolo del Patto per lo Sviluppo e i
rappresentanti degli enti locali che siedono nella Conferenza
delle autonomie (Anci, Upl, Uncem, ecc), hanno condiviso
all'unanimità i contenuti del Programma Regionale di Sviluppo
della IX legislatura (PRS), il documento varato dalla Giunta
lombarda che indica i progetti e le priorità per il quinquennio
2010-2015. Lo hanno fatto sottoscrivendo una dichiarazione
congiunta nella quale si "considerano proficue le linee del
Programma Regionale di Sviluppo", con particolare riferimento a
sanità, welfare, conciliazione famiglia-lavoro, sostegno alla
ripresa, ricerca e innovazione e si sottolinea la necessità di
"operare ogni sforzo per proseguire le politiche di innovazione
e sviluppo, non rallentare la fragile ripresa in atto e non
ridurre i servizi assicurati dal sistema regionale e dalle
autonomie locali al sistema lombardo delle imprese produttivo
nel suo complesso ed ai cittadini lombardi".
Le firme sono dei vertici di 26 sigle delle associazioni degli
industriali, della piccola media impresa, delle cooperative,
degli artigiani, agricoltori e commercianti, così come dei
sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Ugl), del sistema camerale, degli
enti locali. La sottoscrizione è arrivata al termine di una
mattinata di lavoro voluta dal presidente della Regione
Lombardia, Roberto Formigoni, che ha presieduto e coordinato il
Tavolo, al quale hanno partecipato anche il vicepresidente
Andrea Gibelli e numerosi assessori.
"Sono molto soddisfatto - ha detto il presidente Formigoni -
perché il sistema lombardo, con le sue imprese, il mondo
dell'artigiano e del commercio, i sindacati e le associazioni di
categoria, ha approvato il nostro Programma Regionale di
Sviluppo, che è il documento strategico di legislatura. E' molto
positivo questo convergere unanime di tutto il mondo economico e
sociale della Lombardia attorno all'amministrazione regionale
nel condividere le strategie e i programmi".
"Questo stesso mondo economico e sociale - ha proseguito
Formigoni - ha anche approvato all'unanimità un documento di
sostegno all'azione che stiamo portando avanti per cambiare la
manovra economica nazionale. Ribadiamo che questa manovra è
necessaria, i saldi sono quelli indicati dal Governo ma tutta la
Lombardia chiede con forza che i tagli siano riproporzionati
perché questa manovra così com'è è insostenibile per tutte le
Regioni e anche per la Lombardia".
La stessa dichiarazione con cui è stata sancita l'unità
d'intenti del sistema lombardo sulle priorità per lo sviluppo
dei prossimi cinque anni contiene infatti anche un giudizio
condiviso da tutti sulla manovra economica del Governo: vengono
ritenuti necessari "un riproporzionamento dei tagli previsti
dalla manovra su tutti i comparti dello Stato", oltre che
"meccanismi di premialità a favore di Regioni con parametri
finanziari più virtuosi", "una revisione del patto di stabilità
territoriale che permetta alle Regioni di svolgere il loro ruolo
di regia sul territorio" e "soluzioni innovative al fine di
incrementare la lotta all'evasione fiscale".
Dopo aver ribadito come la posizione delle Regioni sia unitaria
su questo tema ("non c'è nessuna incrinatura"), Formigoni è
tornato a chiedere l'istituzione di una commissione mista
Governo-Regioni "che lavori in maniera aperta per andare a
vedere dove sono gli sprechi, chi spreca e chi non spreca,
perché i giudizi all'ingrosso sono errati". In sostanza,
"bisogna riconoscere e premiare la virtù e colpire il vizio".