Pomeriggio in cantiere, i “bazzini” in Torre Galfa

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Prosegue la collaborazione tra Legacoop Lombardia e l’Istituto Tecnico Industriale Carlo Bazzi con le visite degli studenti nei cantieri cittadini dove operano le nostre cooperative. La prima visita del 2018 è al cantiere della Torre Galfa, dove la cooperativa Cmb sta seguendo i lavori di ristrutturazione per conto di Unipol.

Caschetto in testa e scarpe antinfortunistica ai piedi, gli studenti dell’Istituto Bazzi di Milano, alla milanese i “bazzini”, hanno avuto l’occasione di vedere da vicino i lavori in corso nel cantiere della Torre Galfa, tra via Galvani, via Fara e via Campanini, a pochi passi dalla stazione centrale di Milano. E’ proprio la posizione del cantiere – spiega ai ragazzi Fabrizio Ceriani, Direttore tecnico di cantiere della cooperativa Cmb – a costituire un elemento di difficoltà dovuto al poco spazio di intervento, a partire dalle operazioni di approvigionamento ovvero di carico e scarico dei materiali. In questo spazio ridotto operano circa 120 – 130 persone, distribuite sui trenta piani dell’edificio, con a disposizione un montacarichi esterno e due ascensori.
Qui, la cooperativa di produzione e lavoro Cmb, su committenza di Unipol, sta effettuando la ristrutturazione completa dell’edificio che risale agli anni Cinquanta. “E’ stato uno dei primi grattacieli di Milano” commenta Ceriani. Simbolo del boom milanese, la Torre è stata progettata da Melchiorre Bega nel 1956 per ospitare gli uffici delle raffinerie Sarom e Bp e celebrare un’imprenditoria illuminata e fiorente nella Milano di quegli anni, che promuoveva con orgoglio tecniche e sperimentazioni innovative. Amata da Michelangelo Antonioni che la riprese nel suo film La notte come sfondo al vagabondare di Jeanne Moreau e Marcello Mastroianni, ammirata da Gio Ponti e Giuseppe Vaccaro, fotografata di notte da Cesare Colombo e occupata più di recente dal collettivo Macao, la Torre Galfa è ancora vissuta come un simbolo della città.
Per mantenere vivo il progetto originale, l’architetto Maurice Kanah dello studio BG&K associati cui la nuova proprietà Unipol ha affidato questo restauro, non ha variato le altezze degli interpiani né la partitura dei serramenti che conserva intatta la geometria della struttura, riaggiornata nei materiali con nuovi profili di alluminio anodizzato naturale e vetri trasparenti.
Anche il mosaico del progetto originale è recuperato con piastrelle in gres che vediamo posate a piano terra in attesa di essere collocate.
Completamente nuova, spiega Ceriani, è l’impiantistica, e la progettazione BIM di tutto il cantiere, innovazione tecnologica – il Building Information Modeling – in cui la cooperativa investe già da diversi anni, basti pensare alle Torri Hadid e Libeskind a City Life. “Con il metodo BIM” aggiunge Ceriani “il controllo del cantiere è continuo”.
“Per i nostri studenti questo è il nuovo linguaggio della progettazione” commenta l’architetto Umberto Andolfato, Preside dell’Istituto, in visita al cantiere assieme all’architetto e insegnante Luigi Tosi . “Per chi ha iniziato con il lucido ed è poi passato al CAD, ora è tempo di arrivare al BIM, proiettati ancora oltre: poiché all’estero già si sente parlare di CIM (Computer Integrated Manufacturing)”.

Proprio grazie al controllo costante e all’impiego delle migliori tecnologie, è stata rilevata a inizio lavori una pendenza dell’edificio di 25 centimetri – quasi un centimetro a piano, non presente nelle vecchie rilevazioni – in base alla quale i tecnici della cooperativa Cmb hanno dovuto riadeguare tutti i lavori.
Per i non addetti ai lavori, suona come una curiosità sapere che anche Milano ha la sua torre pendente.

Gli studenti, che hanno avuto modo di visitare anche un piano dell’edificio che avrà destinazione d’uso alberghiero, hanno completato il percorso negli spazi sotterranei dove pulsa il cervello dell’edificio, con valvole, tubi, centraline e quanto serve a far funzionare questa “macchina intelligente”, professionalità cooperativa inclusa.