STORIA E VALORI

C’è un solo modo in cui l’uomo può possedere in perpetuo tutta la felicità di cui la sua natura è capace di godere, ed è l’unione e la cooperazione di tutti per il bene di ognuno

Robert Owen, The Social System Constitution, Laws and Regulations of a Community, 1826

Le prime forme di cooperazione

Animati da filantropismo oweniano e guidati da Charles Howart, nel 1844 gli “Equitable Pioneers”, i 28 operai tessitori inglesi passati alla storia come i “Probi Pionieri di Rochdale”, fissano nel loro statuto i principi fondamentali della cooperazione: solidarietà, democrazia interna e mutualità. Nasce così la prima cooperativa di consumo, dove i soci acquistano in comune i prodotti di cui necessitano, differente da quella di produzione e lavoro, dove l’obiettivo principale è produrre beni e servizi che garantiscano lavoro ai soci. Le prime cooperative di produzione e lavoro nascono in Francia nel 1848, in risposta alla forte disoccupazione dell’epoca, una delle più celebri è l’Atelier social di Cliché, specializzata nel produrre indumenti per la guardia nazionale sul principio di salario uguale per tutti e guadagni equamente distribuiti.

La cooperazione in Italia

Anche in Italia, un decennio più tardi rispetto all’Inghilterra, la prima esperienza cooperativa è di consumo e si registra nel 1854 a Torino (Magazzino di Previdenza), seguita due anni dopo dal modello di produzione e lavoro dell’Associazione artistico-vetraria di Altare, piccolo paese in provincia di Savona. Qui la notte di Natale del 1856, 84 operai vetrai insoddisfatti e vessati decidono di dare vita ad una cooperativa, anche grazie alla spinta morale del medico Giuseppe Cesio, mazziniano e filantropo. Riunendo capitale e lavoro nelle stesse mani, i vetrai liguri istituiscono fin da subito le prime forme di previdenza, una cassa pensioni e una società di mutuo soccorso.

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I valori della cooperazione

Adesione libera e volontaria

Controllo democratico esercitato dai soci

Partecipazione economica dei soci

Autonomia e indipendenza

Educazione, formazione e informazione

Cooperazione tra cooperative

Impegno verso la collettività

Dalla stretta di mano, immagine iconografica della cooperazione lombarda nell’Ottocento, ad oggi, l’intreccio di impresa e solidarietà continua ad essere fortemente presente nell’immaginario cooperativo. Lo stesso logo Legacoop, ideato dal designer Bob Noorda negli anni Novanta, ha aggiornato questa visione condivisa: la stretta di mano si trasforma in due semicerchi incrociati, simbolo della solidità dell’unione e del potere della solidarietà. Valori di sempre, ancora vivi e consolidati nonostante le trasformazioni economiche e sociali non sempre favorevoli.

A sostenere un’identità valoriale così radicata è la centralità della persona attorno a cui ruota tutta la governance associativa Legacoop. Partecipazione democratica, pari opportunità, principio di una testa un voto, intergenerazionalità dell’impresa, responsabilità sociale, collaborazione ed equità, sono valori essenziali dell’etica cooperativa senza i quali non potrebbe esserci la mutualità, vale a dire la reciproca tutela e assistenza “senza fini di speculazione privata”, come dichiara la Costituzione italiana, a completo vantaggio dei soci lavoratori.

Compito di Legacoop è trasmettere la tradizione identitaria nata con i padri fondatori promuovendone i valori, sia a livello nazionale che regionale, e contribuendo a definire la cooperazione come un modello d’impresa praticabile ed esportabile.

LEGACOOP: DALLE ORIGINI A OGGI

Con il fiorire di attività cooperative e con l’esigenza crescente di migliori condizioni di lavoro, nell’autunno del 1886 cento delegati in rappresentanza di 248 società e di settantamila soci, riuniti a Milano in Congresso danno vita alla Federazione Nazionale delle Cooperative, nel 1893 Lega delle Cooperative. Si tratta di una struttura organizzativa in grado di coordinare il movimento cooperativo in tutto il suo pluralismo, unendo inizialmente sia l’ispirazione cattolica che quella laico-socialista. La separazione avverrà nel 1919, dopo la Grande Guerra, con la nascita della Confederazione delle cooperative italiane d’istanza cattolica. Dopo lo scioglimento e il congelamento sotto il Fascismo e la seconda guerra mondiale, la Legacoop rinasce nel 1945 giuridicamente riconosciuta, con il decreto ministeriale del 12 aprile 1948, come “Associazione nazionale di rappresentanza, assistenza, tutela e revisione del movimento cooperativo”.

Sulla spinta del boom economico degli anni Cinquanta e Sessanta, il movimento cooperativo assume sempre più una struttura imprenditoriale competitiva sul mercato, consolidata nel decennio successivo e particolarmente aggregante negli anni Ottanta, con la funzione di strumento sociale, economico e produttivo. Il trend positivo continua anche negli anni Novanta, specialmente per le cooperative sociali riconosciute ufficialmente dalla legge n° 381 del 1991. Da lì a poco, nel 1995, l’ONU proclamerà la Giornata della cooperazione. Nello stesso anno l’Alleanza Cooperativa Internazionale festeggia il centenario della sua costituzione con la redazione definitiva della “Dichiarazione d’identità Cooperativa” dove in primis si legge la definizione di cooperativa come “un’associazione autonoma di persone che si uniscono volontariamente per soddisfare i propri bisogni economici, sociali e culturali e le proprie aspirazioni attraverso la creazione di un’impresa a proprietà comune, controllata democraticamente”.