Storie di innovazione: Genera per VillageCare

13 Giugno 2018

CONDIVIDI


Nata come start-up innovativa a vocazione sociale, VillageCare è la prima piattaforma nazionale di orientamento e supporto ai figli che si prendono cura dei propri genitori anziani. Con il sostegno di Genera S.p.A., fondo di investimento che supporta imprese innovative, sostenibili e ad alto valore cooperativo.

 

E’ possibile diventare genitori dei propri genitori? E’ la domanda che si pone, con leggerezza, tenerezza e ironia, Gianna Coletti, autrice e attrice dello spettacolo teatrale dal titolo “Mamma a carico – Mia figlia ha novant’anni” in scena dal 13 al 17 giugno al Teatro Franco Parenti di Milano. All’origine c’è la storia personale di una figlia – diventata un libro, poi un film e ora uno spettacolo teatrale – che tocca nervi scoperti del rapporto con i genitori e temi caldi della nostra epoca.

Dalla stessa esperienza diretta e personale di figlie divenute madri dei propri genitori è nata la storia di VillageCare, il primo portale nazionale di orientamento e sostegno ai figli che si prendono cura dei propri genitori anziani. Una storia tutta al femminile, come del resto è il profilo medio del caregiver (donna, tra i 45 e i 60 anni), iniziata da esperte del settore socio-assistenziale e dei servizi nazionali e internazionali, accomunate dalla passione di chi conosce i bisogni delle famiglie che affrontano la non-autosufficienza. Quando chiediamo a Silvia Turzio – Amministratore Unico e Co-fondatrice di VillageCare – se il caregiving apra questioni di genere, ci conferma le statistiche: “Il ruolo della donna è centrico, anche la nostra interfaccia è donna”. Incuriositi dalla rarità dell’uomo caregiver, le chiediamo dettagli sul profilo medio al maschile: “E’ figlio unico o separato e rappresenta circa il 20% dei caregiver” ma Silvia aggiunge: “E’ più decisionista delle donne, più veloce nelle scelte e meno influenzato dalla componente psicologica”. Parlando con Silvia del servizio gratuito di orientamento e informazione che VillageCare offre alle famiglie, emerge chiaramente il tema della psicologia ovvero dell’importanza di costruire una relazione con chi chiede aiuto e di prestare attenzione e supporto agli aspetti emotivi di ogni richiesta perché ogni famiglia è diversa da un’altra. In questa direzione va il potenziamento del servizio di consulenza personalizzata a cui VillageCare tiene molto, coinvolgendo una rete di partner, esperti e specialisti – psicoterapeuti inclusi – che ogni giorno lavorano per rispondere alle famiglie con chiarezza e praticità.

Paola Casalino, Jennifer Della Lucia, Silvia Turzio fondatrici e socie di VillageCare.

Oltre allo sportello, con accesso libero e gratuito via email e telefono, i servizi – o meglio le soluzioni – di VillageCare si concretizzano nella scelta per i propri cari di residenze sanitarie assistite, appartamenti  protetti, centri diurni, alberghi assistiti, centri di riabilitazione e centri termali per i soggiorni di sollievo e assistenza domiciliare privilegiando chi offre un programma personalizzato di supporto, riabilitazione e assistenza. Perché la cura non è solo farmacologica ma anche e soprattutto umana e relazionale. Su questo aspetto verte anche la comunicazione di VillageCare, ad elevata vocazione sociale, in particolare attraverso il linguaggio del blog e gli aggiornamenti sul tema caregiving, dai consigli su come gestire al meglio la cura e assistenza ai propri genitori anziani a quelli sui prodotti di design ideati per migliorare la qualità della vita degli anziani. A confermare l’efficacia e l’utilità del “metodo VillageCare”, oltre al costante aumento dei visitatori online e delle relative richieste, è la domanda di informazioni che giunge anche dagli addetti ai lavori: “Spesso ci contattano assistenti sociali o partner per una consulenza” spiega Silvia, “abbiamo aperto dialoghi anche con alcuni ospedali e tra i nostri obiettivi c’è la possibilità di svolgere un servizio di orientamento tra pubblico e privato, verso buone pratiche di secondo welfare”. Un ruolo che di fatto VillageCare già svolge e che potrebbe implementare andando ad intercettare più ampiamente la cosiddetta fetta di “disorientati” che non sa come gestire i nuovi e improvvisi bisogni dei propri familiari.

Molti i progetti futuri di VillageCare, dal lavoro di consulenza personalizzata direttamente nelle case alla costituzione di un sistema di recensioni delle strutture e dei servizi che vengono scelti dalle famiglie, per mettere in rete esperienze e risultati. La mappatura dei bisogni è uno dei servizi indiretti e più interessanti a cui VillageCare, fin dagli inizi, ha lavorato e continua a lavorare, profilando tutte le richieste in entrata per costituire una sorta di mappa del caregiver. “Siamo una ricerca di mercato aperta e continua” aggiunge Silvia, confermando la vocazione sociale del progetto, ben diversa – aggiungiamo noi – dai molti aggregatori che proliferano online e che di fatto propongono solo liste e directory “senz’anima”.

Ciò che meglio contraddistingue VillageCare, in un momento storico in cui il mutualismo è sempre più necessario, sono proprio l’innovazione sociale e la visione cooperativa, in una prospettiva di crescita e sviluppo sul mercato. Sono anche queste le ragioni per cui Genera S.p.A., società che supporta imprese innovative, economicamente sostenibili e ad alto valore cooperativo, ha deciso di investire nel progetto.

CONDIVIDI