Afghanistan, cooperare per l’accoglienza

23 Agosto 2021

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Difronte alla grave crisi che sta attraversando il paese in mano ai talebani, “fare cooperazione” è necessario e urgente, a partire dall’accoglienza di donne e bambini, come dimostra la campagna #unastanzaperunadonnaafghana lanciata dalla cooperativa sociale Il Melograno.

“Uniti nella preoccupazione per la grave situazione in Afghanistan, i cooperatori e le cooperatrici sono chiamati a dare il proprio contributo per la tutela e il rispetto dei diritti umani, con particolare attenzione a donne, bambini e minoranze. A partire dalle reti di accoglienza e supporto, fare cooperazione è sempre più necessario e urgente”.
La dichiarazione di Attilio Dadda, Presidente di Legacoop Lombardia, difronte ai gravi eventi in Afghanistan, non ultimi gli episodi di violenza contro le attiviste di Pangea, la onlus milanese che opera a Kabul dal 2003, a fianco delle donne (per sostenere Pangea: pangeaonlus.org/contributo/emergenza-afghanistan).

Alle donne afghane è rivolta l’iniziativa “Una stanza per una donna afgana” proposta dalla cooperativa sociale Il Melograno, attiva dal 1999 nel milanese con servizi alle persone e alle comunità. Centinaia i contatti in pochi giorni, a partire dagli stessi soci e socie della cooperativa, disponibili ad accogliere in casa propria e mettersi a servizio della comunità (per info ed adesioni: afghanistan@ilmelogranonet.it). LEGGI L’ARTICOLO: CLICCA QUI

Sostegno e cooperazione anche da Coop, impegnata a sostenere le azioni di protezione della popolazione che le autorità nazionali devono predisporre al più presto. La cooperativa fin da subito ha invitato i propri soci, clienti e dipendenti a sostenere le petizione lanciata su “change.org” e indirizzata al Ministro degli Esteri per creare da subito corridoi umanitari così da mettere in protezione la parte di popolazione più esposta a partire dalle donne afghane e dai loro bambini (per firmare la petizione: change.org/SalviamoLeDonneAfghane). Nel solco dell’impegno di Coop e della sua campagna “Close the gap” l’inclusione e l’emancipazione delle donne è un diritto che non conosce confini.

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