CASA CHIARAVALLE: APRE UN NUOVO SPAZIO DI ACCOGLIENZA A MILANO GRAZIE ANCHE ALLA COOPERATIVA GENERA

22 Maggio 2018

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Ha inaugurato Domenica 20 maggio  a Milano la Casa Chiaravalle, il bene più grande confiscato alla mafia in Lombardia che viene restituito alla collettività per diventare una “casa di accoglienza”, o meglio un progetto di accoglienza diffusa, uno spazio relazionale e sociale per donne italiane e straniere in uscita da percorsi di contrasto alla violenza o che vivono un disagio abitativo. Il tema della legalità e del riscatto sociale di questo luogo e delle ospiti che lo renderanno vivo è il risultato di un cammino condiviso con partner istituzionali, quali l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Milano, che s’inaugura domenica all’insegna della partecipazione femminile ma anche della giustizia civile.

Casa Chiaravalle prevede un  programma intenso e da sviluppare con la presenza coordinata e continuativa in loco di quattro operatori di Passepartout con competenze pedagogico-educative, il sostegno fondamentale dell’Associazione Amici di Casa Chiaravalle, di BPM Spa (Gruppo Banco BPM), presieduta dall’avvocato Umberto Ambrosoli, e con l’apporto indispensabile dei volontari del Terzo Settore ma anche dei singoli cittadini che tanto hanno fatto e ancora faranno tra le mura, i terreni agricoli e gli ettari di bosco di quest’oasi dell’accoglienza diffusa.

«La sfida è dimostrare che le buone pratiche dell’accoglienza mettono in primo piano le persone con i loro bisogni e le loro risorse. Per noi ogni individuo è al centro del nostro pensiero e della nostra azione.  Ed è proprio a partire da questo, che pensiamo a Casa Chiaravalle come emblema di un modello di riutilizzo di un bene confiscato alla mafia, restituito ai cittadini quasi a voler significare un riscatto che la società civile, nel suo insieme, si prende nei confronti della criminalità organizzata. Nel nome di un nuovo concetto di accoglienza diffusa, dove l’incontro tra le differenze tutte diventi un valore e non un problema. A Casa Chiaravalle s’imparerà a vivere insieme», sottolinea il presidente di Passepartout Silvia Bartellini.

Che cos’è Casa Chiaravalle

Chiaravalle sarà un luogo di mixitè sociale che s’inserisce all’interno dell’articolato sistema di accoglienza abitativa promosso da Passepartout, la rete di imprese sociali che intorno a Casa Chiaravalle sta sviluppando una rete di appartamenti il cui obiettivo è fornire fin da subito un’impronta al processo di accoglienza, d’interazione, d’inclusione e di convivenza, dove reciprocità relazionale e autonomia saranno core del progetto, immaginato per mettere al centro ciascun ospite, portatore di risorse umane e in grado di riscattarsi attraverso la valorizzazione delle proprie esperienze.

Le persone al centro

Casa Chiaravalle è un Hub di 70 posti a cui sarà collegata una rete di appartamenti e altre soluzioni abitative diffuse (housing sociale, co-housing, strutture di ospitalità comunitaria con mix di utenza), gestite direttamente da Passepartout, per un totale di altri 80 posti. Dal momento dell’arrivo, e per tutto il periodo di permanenza, gli ospiti – nella maggioranza donne ma non solo – saranno accompagnate nel loro percorso attraverso azioni personalizzate: profilassi sanitaria di base, alfabetizzazione linguistica, sostegno educativo, sociale e legale, formazione e inserimento lavorativo.

L’integrazione al servizio della comunità

Oggi è indispensabile ripartire dalle persone, dai bisogni, dai desideri e dalle aspirazioni sia di chi è accolto sia di chi accoglie. Per questo tutte le attività connesse ai processi d’integrazione verranno messe al servizio della comunità, attraverso momenti di elaborazione e di conoscenza agendo sui meccanismi che favoriscono interconnessioni tra i diversi soggetti protagonisti del progetto nel suo insieme.

Le ospiti accolte (con eventuali nuclei familiari) a Casa Chiaravalle sono una risorsa e Passepartout lo vuole sottolineare facendole diventare esse stesse motore di sviluppo locale.

Partendo da una “mappatura” dei bisogni delle persone che abitano a vario titolo il borgo e di quella degli ospiti di Casa Chiaravalle, Passepartout gestirà differenti “laboratori di convivenza”: momenti strutturati in cui gli “ospiti” della Casa e i residenti del borgo si confrontano in modo diretto sul significato della convivenza. I temi della condivisione sono differenti: dalla costruzione delle regole del vivere pubblico al confronto interreligioso, fino al senso dei beni comuni condivisi sul medesimo territorio.

Co-progettazione, co-organizzazione e co-gestione

Attorno a Casa Chiaravalle nasceranno attività culturali, aggregative e di socialità aperte a tutti, basate sull’apporto volontaristico di ognuno, in una relazione tra pari capace di alimentare la relazione d’aiuto: cene, aperitivi, proiezioni di film, performance artistiche saranno tra gli obbiettivi da raggiungere affinché di Casa Chiaravalle si possa parlare come di un primo esempio cittadino virtuoso di accoglienza diffusa.

Non solo. Anche le attività in gestione condivisa legate alle opportunità offerte dagli spazi di Casa Chiaravalle, quali terreni agricoli, bosco-giardino, vivranno di vita nuova mettendo a frutto le competenze di tutti gli ospiti, italiani e migranti. Si lavorerà anche a percorsi di sostegno alla nascita di micro-imprese per dare occasioni di lavoro agli ospiti e a chi abita il borgo.

Casa Chiaravalle: una scuola aperta sul borgo

Tassello di crescita per le ospiti accolte in Casa Chiaravalle sono i corsi di formazione professionale, oltre che l’insegnamento dell’italiano come occasione di conoscenza reciproca, tanto che la scuola aprirà le porte anche agli abitanti di origine straniera residenti nel borgo.

Il progetto di accoglienza di Casa Chiaravalle, gestito da Passepartout, è stato reso possibile grazie all’interazione di diversi attori scesi in campo per dare una mano. Innanzitutto le cooperative socie di Passepartout e al loro fianco Agesci Lombardia, Altavia (materiali), l’Associazione Il Borgo di Chiaravalle, l’Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani (formazione educativa e giovanile), il Centro Violenza sulle Donne della Mangiagalli, la Cooperativa Alice (donazione macchine da cucire), la Cooperativa Terrenuove, (promozione attività culturali, sociali e solidali), MM Metropolitana Milanese (ente gestore delle case popolari del borgo con cui si è iniziato a riflettere e condividere possibili progettazioni), NoWalls (scuola d’italiano), S.C.I Servizio Civile Internazionale (allestimento, disboscamento), gli Universitari Costruttori (allestimento, arredo e manutenzione) e tanti altri di cui vi racconteremo.

 

Per ulteriori informazioni: www.retepassepartout.it

 

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