Coop per le idee, lavorare il legno in cooperativa

15 Maggio 2018

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Si è concluso il secondo corso formativo di falegnameria rivolto ai richiedenti asilo accolti dalla cooperativa Faber in diversi centri della Lomellina, nel pavese. Dalla collaborazione con i migranti e i soci cooperatori è nata la cooperativa Multifaber, specializzata nella gestione del verde e nella costruzione di cucce per cani in legno

“Il mio sogno è una cooperativa che fa cucce per cani”. A parlare è Fabio Garavaglia, Presidente della cooperativa Faber, che sta a poco a poco trasformando il sogno in realtà attraverso la cooperativa di servizi Multifaber. Già da diverso tempo infatti alcuni dei richiedenti asilo ospitati nelle strutture gestite dalla cooperativa impiegano il loro tempo costruendo cucce in legno per cani. Interamente fatte a mano, a buon mercato e soprattutto belle, le cucce made in Lomellina, sono molto richieste, basta un post su Facebook per ricevere nuovi ordini. Da qui l’idea di organizzare in maniera professionale questa attività, costituire un gruppo di lavoratori, formarli e renderli autonomi nella gestione dell’impresa cooperativa.

A sostenere la start up cooperativa è Coop per le idee, il progetto promosso da Legacoop Lombardia con il sostegno di Coop Lombardia e la collaborazione di Cesvip Lombardia in qualità di partner formativo.

Il corso di formazione di falegnameria si è tenuto nella sede della Comunità per minori Airone di Palestro (PV) sotto la guida del formatore professionale Paolo Marino che, prima di passare alla pratica, ha dedicato le lezioni alla teoria e soprattutto alla sicurezza, tema fondamentale per Cesvip. “Hanno tutti molta manualità”, ci informa Marino, “è sicuramente positivo ma è importante sapere prima di fare”.

Quando siamo arrivate sul posto, a lezione in corso, gli allievi stavano sverniciando la  gamba di un tavolo con la pistola termica, facendo attenzione a non far “friggere” il legno. Per poi procedere alla pulizia con la carta vetrata, alla rifinitura con lo stucco color cioccolato e poi alla levigazione con cera lacca e vernice. “E’ tutta una questione di pazienza”, aggiunge Marino, ribadendo l’importanza della concentrazione nell’eseguire lavori di precisione. Nel corso delle lezioni precedenti i ragazzi hanno realizzato una cuccia per cani e due “tiragraffi” per gatti, i prototipi dei prodotti che dovranno fabbricare quando inizieranno ad esaudire gli ordini. Tra loro ci sono alcuni ragazzi con esperienza di falegnameria come Dunne che in Nigeria lavorava il legno mastonia, il legno ferro e il legno scuro e sarebbe pronto a costruire una casa intera in legno. Quando gli chiediamo se aveva già fatto cucce per cani ci risponde di no perchè “in Africa i cani stanno fuori”.

Bright, con lo stemma della C.S.O. Revellino sulla maglietta, ha partecipato anche alla formazione sulla manutenzione del verde ma dice di preferire il legno. Tra di loro i ragazzi, sorridendo, si chiamano con i nomi dei paesi da cui provengono: Guinea, Ghana, Sierra Leone, Senegal, Gambia, Mali, Egitto e Nigeria. A seguirli c’è anche Roberto Paparella, artigiano della zona esperto di legno e di “arte criminologica”, che sarà loro tutor nell’avviamento dell’impresa di falegnameria, ospitando alcuni ragazzi nella vicina Cascina Bianca. Due di questi ragazzi saranno assunti e formati per poi fare da tutor ad altri tre e così via, con l’obiettivo di arrivare a formare una squadra di dieci artigiani. Un vero e proprio piano d’impresa in parte stimolato dalla formazione attivata con Coop per le idee.

Un po’ in disparte un ragazzo ospite della comunità guarda i ragazzi lavorare il legno, si chiama Fares. “Vuol dire cavaliere in italiano” ci dice spiegandoci l’origine egiziana del suo nome. Quando gli chiediamo se gli interessa il legno ci dice che preferisce i dolci, sta seguendo un corso di formazione in pasticceria a Vercelli e vorrebbe aprire la sua pasticceria dove servire anche dolci egiziani di farina di mais, assieme al tiramisù, i babà e tutte le delizie che ha imparato a cucinare.

Sulla strada del ritorno, con il Monte Rosa e le colline di Casale Monferrato in lontananza, Fabio Garavaglia ci ricorda la battaglia risorgimentale di Palestro, dove si è combattuto per l’unità d’Italia, ci racconta dei nuovi progetti della cooperativa e dell’arrivo di un nuovo migrante, “ormai sono pochissimi”. Lungo la strada invece i papaveri rossi sono tantissimi, come diceva la canzone “per fare tutto ci vuole un fiore…”.

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