“Cooperative bene comune”, guida galattica per cooperatori

12 Agosto 2020

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Scritto cooperativamente, da diciannove autori tra accademici e cooperatori, il volume nasce con l’ambizioso obiettivo di comprendere come e perché l’impresa cooperativa costituisca uno strumento valido per la costruzione e la gestione condivisa dei beni comuni. Il libro è scaricabile gratuitamente online.

“Per anni abbiamo discusso e ci siamo confrontati sulla pratica cooperativa. Lo abbiamo fatto in forme, in modi e in tempi diversi. Tra le domande alle quali più spesso abbiamo cercato di rispondere è cosa distingua davvero l’impresa cooperativa da tutte le altre. La risposta alla quale siamo arrivati è nel titolo del libro, nel suo essere per definizione ‘bene comune’“.
L’introduzione al volume “Cooperative bene comune”, scritta a sei mani tra cui quelle di Alessio Realini della cooperativa Smart, indica subito la strada da seguire per comprendere come e perché l’impresa cooperativa costituisca uno strumento valido per la costruzione e la gestione condivisa dei beni comuni.
Tre le sezioni che costituiscono l’ossatura del libro: identità, valori ed obiettivi; buone pratiche e nuovi orizzonti cooperativi; startup cooperative. Alla stesura hanno partecipato e collaborato diciannove autori in un lavoro collettivo che aspira a riaprire un dialogo tra gli accademici, impegnati nello studio dell’impresa cooperativa, ed i cooperatori, impegnati nella pratica imprenditoriale quotidiana. Un dialogo all’insegna del bene comune che parte dalla storia ovvero dalla nascita del modello cooperativo britannico e arriva alle esperienze di innovazione mutualistica più recente, raccontate in sei storie di startup cooperative.
Un capitolo, curato da Katia De Luca di Generazioni Legacoop, è dedicato ai giovani e la cooperazione ovvero al ruolo fondamentale dell’intergenerazionalità all’interno delle cooperative, concetto vitale per la sopravvivenza del movimento stesso e per una gestione sostenibile dei beni comuni. Il capitolo ripercorre anche l’esperienza di Generazioni, il coordinamento di rappresentanza dei giovani cooperatori Under-40 di Legacoop Nazionale, spiegando come i giovani possano portare soluzioni innovative all’interno del movimento cooperativo e nella gestione condivisa dei beni comuni.
Utile, per orientarsi sulla distribuzione territoriale, temporale e settoriale delle cooperative in Italia, la mappatura nata dalla collaborazione, già avviata da tempo, tra l’Università degli Studi Roma Tre e l’Area Studi di Legacoop Nazionale. Il capitolo in questione vuole fornire una prospettiva di analisi sugli effetti futuri della recessione, sulla resilienza del movimento cooperativo e sul ruolo che esso sarà in grado di svolgere nell’azione di contrasto al declino industriale e occupazionale.
Spazio anche alle società cooperative che tutelano i freelance, in un mercato del lavoro sempre più frammentato e precarizzato, dalla cooperativa Smart Società Mutualistica per artisti a Doc Servizi, entrambe presenti e attive in Lombardia.

Le riflessioni presenti nel volume – come si legge nel capitolo dedicato alle conclusioni – risultano particolarmente cruciali “in un periodo nel quale, a causa della pandemia mondiale ed all’impatto avuto sull’economia di mercato, è necessario ripensare ad un modello più inclusivo e resiliente. In tempi di crisi le imprese cooperative hanno mostrato una straordinaria resilienza che è parte del loro DNA, una innata flessibilità che gli consente fare cose che ad altre tipologie di imprese risulta difficile fare”. A dimostrarlo ci sono i tanti e forti anticorpi cooperativi che abbiamo raccolto e raccontato in questi mesi, come nostro “bene comune”.

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