Cooperazione sostenibile, un percorso comune

9 Ottobre 2020

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Legacoop Lombardia, all’interno del Festival dello Sviluppo Sostenibile di ASviS, martedì 6 ottobre 2020 ha promosso uno spazio di approfondimento e confronto per ragionare attorno a una comune visione di territorio, a partire dal suo significato originario fatto di terra e di persone, per disegnare nuove linee di sviluppo cooperativo sostenibile.

Il percorso sulla sostenibilità di Legacoop Lombardia, iniziato con la Dichiarazione dello stato di emergenza climatica e ambientale, continua come sfida ampia e valoriale per le cooperative, chiamate a tenere insieme dimensione imprenditoriale e culturale.
La cooperazione sostenibile è stato il tema al centro del dibattito promosso dall’associazione all’interno del Festival dello Sviluppo Sostenibile di ASviS a cui hanno contribuito gli interventi di ospiti e relatori esterni: Roberto Morassut, Pierluigi Stefanini, Paolo Pileri, Luca Canova, Joy Nosibor, Gianluca Ruggieri, Marta Facchini.
Se “la sostenibilità sta alla crescita come la cooperazione sta al mercato” come ha sottolineato il Presidente di Legacoop Lombardia Attilio Dadda in apertura del dibattito “siamo tutti chiamati a cooperare, con obiettivi comuni” per ragionare in maniera collettiva ad un modello di sviluppo equo e sostenibile che metta al centro la mutualità e le relazioni con le persone.

Partendo dai dati sul consumo del suolo dell’ISPRA Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, la moderatrice Marta Facchini (Altreconomia) ha introdotto il primo ospite, Paolo Pileri, Docente di pianificazione e progettazione urbanistica al Politecnico di Milano che ha elencato i motivi per cui occorre difendere il suolo e non dimenticare di “collegare sempre le cause con gli effetti”.
Nella regione in cui il consumo di suolo rappresenta un primato nazionale, come ha illustrato Pileri, è importante ragionare per parole chiave. Il suolo è una di queste, si tratta infatti del “più grande antivirus che abbiamo” per la biodiversità che contiene, gli anticorpi che produce e per la sua stessa natura: “non è una piattaforma, è uno spessore” ci ricorda Pileri. Ciò che può intraprendere la cooperazione “è una sfida culturale” che coinvolga tutti attraverso una narrazione diversa del fare impresa.

Individuare le priorità è il metodo dell’analisi di Luca Canova, ecologo-zoologo all’Università di Pavia e Direttore Scientifico Riserva Naturale Orientata “Monticchie” di Somaglia (LO) che parte, nel suo discorso di ecologia applicata, “da ciò che non è rinnovabile: consumo di suolo, di biodiversità, di ecosistemi”. Nel ragionare rispetto alle azioni che una cooperativa potrebbe intraprendere nella sua attività imprenditoriale il discorso attraversa le operazioni di bonifica delle aree dismesse, il ripensamento degli insediamenti logistici e le compensazioni delle riserve naturali. “Una piccola riserva può essere un modello per una grande cooperativa” ci dice Canova immaginando processi comuni di riforestazione e rinaturalizzazione.

Dal consumo di suolo all’innalzamento delle temperature, uno dei capisaldi del movimento Fridays For Future che da locale si fa transnazionale. Nelle parole dell’attivista Joy Nosibor: “la transizione ecologica è indispensabile per salvare il futuro di noi esseri umani. Ma può essere anche economicamente conveniente, se gli investimenti verranno concentrati su progetti, tecnologie, ricerca, coerenti con un un sistema economico che rimetta al centro l’essere umano, il rispetto dell’ambiente e la qualità della vita”. L’elenco delle azioni che le cooperative potrebbero intraprendere da subito sulla sostenibilità è lungo e va dall’impiego di pannelli fotovoltaici all’introduzione della dichiarazione di emergenza climatica e ambientale nelle aziende.

Tra le azioni concrete spazio all’efficienza energetica e al risparmio energetico, parole chiave per ènostra, fornitore cooperativo di elettricità rinnovabile, sostenibile ed etica che chiude il cerchio tra produzione, risparmio e consumo. Gianluca Ruggieri, ingegnere ambientale, ricercatore all’Università dell’Insubria e attivista energetico, Vice Presidente e socio fondatore di ènostra, nel suo intervento ha citato le misure in atto – dal superbonus 110 % alla nuova legge europea sul clima – come opportunità per le cooperative di veicolare attraverso le proprie comunità di soci modelli di autoconsumo collettivo.

Dal suolo all’energia, il filo verde del discorso ha legato assieme gli attori della cooperazione lombarda, soci e socie attenti alla dimensione culturale e imprenditoriale del fare impresa; “due dimensioni per noi inscindibili” come ha sottolineato in chiusura Marco Fazio, coordinatore gruppo di lavoro Sostenibilità Legacoop ricordando la lezione filosofica di Franco Bolelli per il quale “natura non è qualcosa di esterno, ma il tuo legame con l’intelligenza vitale della specie, con le forme viventi”.
Se le cooperative sono realtà intelligenti, è anche compito dell’associazione che le tiene insieme unire le due dimensioni – culturale e imprenditoriale – facendo incontrare la sosteniblità con l’intergenerazionalità.

Per rivedere il video dell’incontro CLICCA QUI

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