Il teatro è un mondo, a lezione all’Elfo Puccini

20 Dicembre 2019

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Giornata a teatro per le studentesse e gli studenti che frequentano il corso di specializzazione in “Gestione e Sviluppo dell’Industria Culturale e Creativa” promosso da Legacoop Lombardia, in collaborazione con Cesvip Lombardia e finanziato dal programma “LOMBARDIA PLUS Anno 2019/2020 – Linea Cultura”.

Si inizia dal foyer, calpestando il mosaico anni Trenta che ricorda le origini del teatro, radicate nel Novecento, quando era un Politeama e ospitava generi popolari come il teatro di rivista, il circo, la boxe e addirittura le corse di cavalli. Qui incontriamo Fiorenzo Grassi, Direttore del Teatro dell’Elfo società cooperativa impresa sociale, come recita la ragione sociale, che ha già incontrato le ragazze (in maggioranza) e i ragazzi (in minoranza) che frequentano il corso, durante le lezioni di didattica frontale, negli spazi milanesi di Cesvip Lombardia, presente all’incontro con Chiara Gianvito, referente del progetto. Ad accoglierci anche Alessia Rondelli che per l’Elfo cura la formazione e i rapporti con le scuole e i gruppi.
La rivelazione di “teatro mondo di umanità”, nelle parole di Grassi, è immediata: in corso ci sono i provini per la nuova produzione targata Elfo Puccini e le prove di uno spettacolo prossimo al debutto. Guidati da Alessia, esploriamo gli spazi, legandoli alle persone. A dare il nome al teatro infatti è la compagnia degli Elfi (folletti ereditati dal «Sogno» scespiriano) che negli anni Settanta – tutti ventenni come le ragazze e i ragazzi iscritti al corso – decisero di costruire insieme un teatro d’arte contemporanea, in forma cooperativa. Tuttora i soci fondatori – Fiorenzo Grassi, Elio De Capitani, Cristina Crippa, Ferdinando Bruni – lavorano insieme, a differenza di molte realtà teatrali che, evolvendosi, hanno abbandonato la pratica del modello di gestione partecipata. Il Teatro dell’Elfo rappresenta infatti un modello d’impresa – con anni di consapevolezza e di pratica concreta alle spalle – capace di applicare al campo del teatro, sia dal punto di vista etico che funzionale, la forma innovativa e lo spirito dell’impresa sociale in ogni aspetto della sua attività. Il pensiero cooperativo si riflette anche negli spazi, pensati dalla compagnia per instaurare sempre un rapporto visivo con lo spettatore. Così nella Sala Shakespeare – che ha ospitato diversi congressi di Legacoop Lombardia – la visione della scena è uguale da qualsiasi seduta, in tutta la platea, senza forti differenze – di prezzo nessuna – tra la prima e l’ultima fila. Questo perchè, come spiega Alessia ripercorrendo con passione la storia della compagnia: “Il teatro è uno scambio di energia tra attori e pubblico”.
Il ricordo ritorna agli anni Settanta, al teatro festa di Gabriele Salvatores, altro socio fondatore e cooperatore, quando – ricorda Alessia – “fuori dal teatro c’erano le ambulanze”, per la vivacità dello spettacolo – il celebre musical “Sogno di una notte di mezza estate” – che coinvolgeva anche il pubblico.

La visita continua, percorrendo le scale che offrono la vista della parete di stucchi posta sul fondo della vecchia platea, verso le altre sale. Sulle pareti, opere di artisti contemporanei donate al teatro. Si arriva così alla Sala Bausch, spazio dell’ex cinema Fiammetta, proseguendo verso la sartoria, il luogo magico del teatro, dove si tocca con mano il lavoro artigianale e la cura della confezione dei costumi. Nel corso della visita la magia si moltiplica, aprendo varchi inaspettati. Ci troviamo infatti coinvolti nelle prove dello spettacolo “Generico utilité. Fantasmi al Teatro Elfo Puccini” di e con Umberto Petranca che, come un fantasma, si aggira tra le sale, racconta lontane memorie e cita brandelli di battute pronunciate chissà quando e chissà da chi. Dal buio della graticcia, la struttura alloggiata in cima alla torre scenica, alle luci del palcoscenico, si apre un mondo dimenticato, in attesa di svelarsi. Lo spettacolo, pensato in forma di visita itinerante per un gruppo di 30 persone, sarà in cartellone dal 27 dicembre 2019 al 29 febbraio 2020.

Con l’immagine in bianco e nero di Wanda Osiris che sfuma, ci troviamo nella scenografia di una kommunalka, set dello spettacolo “In piedi nel caos” che debutterà il 16 gennaio, con la regia di Elio De Capitani. E’ il regista, e co direttore artistico del teatro, ad accogliere studentesse e studenti alle prove dello spettacolo, senza raccontarlo, per lasciare spazio alla parola e al gesto sulla scena. Alle ragazze e ai ragazzi preferisce raccontare la possibilità di fare della cultura un’impresa, citando “La malattia dei costi” di Baumol come testo inevitabile e la longevità della compagnia, come necessaria per non perdere di vista il senso del proprio teatro. Quando riprendono le prove, con Cristina Crippa in scena nel ruolo di Babuska, assieme a Carolina Cametti in quello di Kathja, ritorna chiaro il senso del teatro che diceva Bergman e disse anche Strehler: «Il teatro dovrebbe essere solo un incontro tra esseri umani. Tutto il resto serve solo a confondere».

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