Il modello d’inclusione della cooperativa BES in una rete europea

9 Settembre 2020

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La cooperativa sociale di tipo B partecipa al progetto europeo “Enable” con le sue competenze nell’inserimento lavorativo nel settore tecnologico di persone svantaggiate e diversamente abili. Dall’esperienza di coprogettazione europea nascerà un nuovo progetto sulle discriminazioni di genere sul lavoro, con particolare attenzione alle donne con autismo.

La disabilità come risorsa e non come limite. Fin dalla costituzione, nel 2017 grazie al Bando di FabriQ3 del Comune di Milano che la premia come startup innovativa ad alto impatto sociale, la cooperativa BES si occupa di inclusione lavorativa delle persone con disabilità.
In particolare la cooperativa costruisce percorsi di formazione per le professioni dell’ICT che rappresentano un ambito marginale dell’inserimento lavorativo, in genere destinato ad attività di ristorazione e agroalimentare, come ci spiega Paola Baldini, presidente di BES, sottolineando la loro competenza nel lavorare con persone con diagnosi di autismo o Asperger.
L’esperienza dei soci e delle socie della cooperativa sono confluite nel progetto ENABLE (Enhancing Employability Skills of Persons with Disabilities) del programma Erasmus+ dell’ Unione Europea, nato con l’obiettivo di realizzare azioni per il potenziamento delle competenze e della capacità di autopromozione delle persone con disabilità allo scopo di migliorare la loro inclusione nel mercato del lavoro.
La cooperativa partecipa al progetto curando la parte di percorso formativo – rivolto a 15 persone con disabilità psichica dai 25 e i 40 anni – dedicata allo sviluppo di abilità digitali per la ricerca del lavoro, utilizzando social media, applicazioni e strumenti digitali. L’ultima fase prevederà la creazione di un video curricula a cui seguiranno iniziative di promozione e diffusione. Rallentato dall’emergenza Coronavirus, il corso dovrebbe partire ad ottobre, con la volontà di attivarlo in presenza, rispettando le norme di distanziamento vigenti.
L’esperienza di ENABLE ha attivato una rete virtuosa di partner europei tra i quali altre cooperative ed enti del terzo settore con cui BES si confronta, spesso riconoscendo il valore innovativo di pensieri e normative del modello italiano. “Non siamo secondi a nessuno”, il commento di Paola Baldini.
Con alcuni di questi partner sono nate relazioni e scambi confluite in un altro progetto – già approvato ma non ancora partito – che riguarda la problematica delle discriminazioni di genere sul lavoro. In questo progetto BES svilupperà la parte dedicata alle difficoltà di accesso al lavoro delle donne con autismo, aprendo un tema di assoluto rilievo. Come spiega Paola Baldini: “L’attenzione sulle donne autistiche è recente e la causa è “culturale” perché in passato alcune caratteristiche comportamentali nelle donne sono state lette positivamente – essere taciturna e silenziosa vuol dire essere beneducata – mentre negli uomini erano lette come sintomi da approfondire e studiare. Sono molte le donne adulte a cui nell’infanzia o nell’adolescenza non è stata riconosciuta la condizione autistica; la maggior parte di loro non ha ricevuto diagnosi corrette”.

Per maggiori informazioni: CLICCA QUI

L’immagine di Andrea Mongia è tratta dalla pagina Instagram di Spectrum, fonte di notizie e testi di esperti sulla ricerca sull’autismo.

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