La cooperazione milanese e i candidati: un confronto

23 Settembre 2021

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Condividiamo l’articolo, a cura di Federico Russo, socio della cooperativa ABC, sull’incontro organizzato il 15 settembre da Legacoop Lombardia, Confcooperative di Milano e dei Navigli e Agci Lombardia con i candidati sindaco alla città di Milano, in vista delle elezioni del 2 e 3 ottobre 2021.

Lavoro, mobilità, edilizia, cultura, sostenibilità. Il mondo della cooperazione è presente a Milano con 876 realtà e con l’avvicinarsi del voto cittadino sente l’esigenza di incontrare i candidati alla carica di sindaco per un confronto sui tanti temi su cui la città dovrà misurarsi nei prossimi anni. Da questa esigenza è nata l’iniziativa “La cooperazione incontra i candidati sindaco alla città di Milano” che si è tenuta il 15 settembre presso il Teatro Munari di via Bovio. Quattro – sui 13 totali – i candidati coinvolti: Layla Pavone, Beppe Sala, Luca Bernardo e Bianca Tedone. A rivolgere loro le domande tre rappresentanti delle tre anime dell’Alleanza delle Cooperative: Attilio Dadda, presidente Legacoop Lombardia; Giovanni Carrara, presidente di Confcooperative Milano e dei Navigli; Antonio Chiodo, responsabile AGCI  per Relazioni esterne, istituzionali e sindacali.

Il dibattito con Layla Pavone, non poteva che vertere sull’innovazione, settore nel quale la candidata a sindaco dal M5S ha una lunga esperienza manageriale. Lo slogan scelto, #MilanoPrimaDonna, gioca sul ruolo centrale della città e sull’esigenza di portare in politica l’esperienza femminile. “La donna ha una visione trasversale, olistica, della realtà. È abituata a una gestione a 360°”. Definisce Milano “impantanata da dieci anni” e bisognosa di investimenti a medio-lungo termine, anche attingendo alle risorse del Pnrr. Nella città del futuro vede il wifi ovunque e un “Citizen relationship managament”, ossia uno strumento che consenta al Comune di “riconoscere” il cittadino che lo contatta e ricostruire tutte le interazioni pregresse. Fondamentali mobilità e parcheggi ma senza dimenticare che “Milano ha 17 mq di verde per persona contro i 34 della media nazionale”.

Beppe Sala, sindaco uscente, candidato da otto liste legate al centro-sinistra, ha esordito dichiarando il suo primo impegno in caso di conferma: l’assunzione di 500 nuovi vigili, a rimpinguare un organico troppo ridotto.
È seguito poi un riconoscimento al mondo cooperativo: “Non si può più vivere solo di profitto, di economia che giustifica tutto”. Su uno dei temi emersi dal confronto, l’abitare, si è mostrato possibilista: “L’edilizia convenzionata va spinta, bisogna capire col governo quali risorse possano andare lì”. Sempre sul tema “finanziamenti da Roma”, Sala ha rivendicato (da “ecologista pragmatico”, come si è definito) come la gran parte delle richieste della sua amministrazione riguardino la sostenibilità, dai bus elettrici alla metro agli impianti energetici.
Dallo stesso governo, si aspetta più centralità alle Città Metropolitane allargate: “Se qualcosa di buono succederà nel mondo, succederà nelle grandi città. Se qualcosa di buono succederà in Italia, succederà a Milano”.

Luca Bernardo, primario di Pediatria al Fatebenefratelli, candidato dal centrodestra, è partito dalla sua lunga esperienza professionale che lo ha portato, soprattutto durante i mesi più duri del Covid, a misurarsi con i problemi delle fasce più disagiate della città.  La sua analisi su “fragilità, disuguaglianze, coesione sociale” è partita dalle 50mila famiglie che negli ultimi tempi hanno perso il lavoro a causa della pandemia. Una situazione che richiede ora grande attenzione anche in vista della transizione ecologica, che “può far perdere il lavoro a molte persone poco formate o qualificate”.
Tra i suoi impegni c’è innanzitutto quello a favore della famiglia e quello per un maggior potere ai municipi, anche nell’ottica di un maggiore controllo del territorio (“è sempre più frequente il problema delle baby gang nei quartieri, un fenomeno su cui dobbiamo intervenire”)

Bianca Tedone, candidata di “Potere al popolo”, lavora all’Università Statale e si è impegnata come attivista nelle “Brigate Volontarie per l’Emergenza” durante il lockdown. Proprio questa esperienza di solidarietà e sostegno alle persone più colpite dalla pandemia le ha fatto toccare con mano l’assenza di diritti degli “invisibili” della nostra società: “Molti sono impossibilitati ad accedere alle case popolari e ai servizi sociali”.
Lo slogan “Milano Pubblica” dichiara già in partenza una critica a un modello fatto di tagli ed esternalizzazione dei servizi. Anche il mondo cooperativo, per Tedone, non è stato immune da questa tendenza (“Il privato sociale è andato spesso di pari passo con la diminuzione di risorse al pubblico”). Ne è nato un vivace dibattito, incentrato sulla distinzione tra “pubblico” e “vocazione al bene comune”.Tra gli obiettivi dichiarati, la lotta alle disuguaglianze tra i quartieri (“A Milano più alte che nel resto d’Italia”).

Il mondo cooperativo tornerà a incontrarsi il prossimo 28 settembre per il Consiglio regionale dell’Alleanza della Cooperazione Lombarda. Nei prossimi giorni partirà poi una campagna di comunicazione incentrata sui temi più decisivi della campagna elettorale: alloggi, servizi nei quartieri, rigenerazione urbana, medicina territoriale, infanzia, cultura, “diritto alla bellezza per tutti”. I temi su cui far emergere la “visione cooperativa della città”.

Fonte: abcmilano.net

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