La crescita delle cooperative è nei servizi

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Prometeia e Area Studi Legacoop hanno prodotto un report che mira a supportare sul piano strategico i futuri percorsi industriali della cooperazione italiana, riconoscendo strategici i comparti della sanità sociale e dei servizi alla persona, delle attività culturali, dei servizi di alloggio e ristorazione.

Un decennio di crisi economica ha colpito, con tutto il sistema produttivo italiano, anche il sistema delle imprese cooperative. Da un lato, si è verificato un processo di selezione e concentrazione che ha consolidato leader cooperativi nei vari mercati di riferimento, dall’altro, sono emersi fenomeni inediti e criticità dal punto di vista della potenzialità di crescita, sostenibilità finanziaria e governance.
Per mettere a fuoco gli scenari imminenti e le sfide future di un settore fondamentale dell’economia italiana, Prometeia e Area Studi Legacoop hanno prodotto un report che mira a supportare sul piano strategico i futuri percorsi industriali della cooperazione italiana.
Su queste premesse, è stata realizzata un’analisi del contesto macroeconomico internazionale e dell’economia italiana al fine di evidenziare, all’interno di questo, le prospettive, le opportunità e i vincoli per le imprese cooperative in relazione alle previsioni per i rispettivi settori di riferimento.
Il report evidenzia il peggioramento in atto nel ciclo economico mondiale che ha portato a rivedere al ribasso le attese di crescita e di inflazione. Vi sono diffusi segnali di recessione nel settore manifatturiero, alimentati dalle prospettive incerte del commercio internazionale e dal rallentamento degli investimenti. La persistenza delle tensioni commerciali USA-Cina continua a tenere alta l’incertezza globale e a indebolire gli scambi, che hanno registrato una caduta nel II trimestre.

Riguardo alle opportunità per le imprese cooperative, l’analisi di Prometeia ed Area Studi Legacoop evidenzia buone prospettive di accelerazione della crescita in molte attività del settore servizi dove si registra una notevole presenza di cooperative. A titolo di esempio, nel comparto della sanità sociale e dei servizi alla persona è prevista una variazione percentuale media del valore aggiunto del 3,3%; nelle attività culturali del 3,8%; nei servizi di alloggio e ristorazione del 3,9%.

“Insieme con le misure previste in legge di bilancio per l’avvio di un percorso di riduzione strutturale delle tasse sul lavoro e per un più robusto sostegno alle famiglie – dichiara Mauro Lusetti, Presidente di Legacoop, a Repubblica – effetti positivi sulla crescita verranno anche dal reddito di cittadinanza. Occorre tuttavia scommettere maggiormente su quei meccanismi di autoimprenditorialità, anche cooperativa, previsti nella legislazione sul reddito di cittadinanza, ad esempio aumentando la dote di risorse anticipate a quei percettori che decidono di avviare un’attività economica mutualistica. In concreto, si tratterebbe di estendere dalle 6 attuali a 24/36 le mensilità del beneficio addizionale in un’unica soluzione del Reddito di Cittadinanza riconosciuto a chi avvia un’attività lavorativa o di impresa individuale o una cooperativa entro i primi 12 mesi di fruizione del reddito stesso”.

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