Pomeriggio in cantiere, i “bazzini” in Ripa di Porta Ticinese

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Prosegue la collaborazione tra Legacoop Lombardia e l’Istituto Tecnico Industriale Carlo Bazzi con le visite degli studenti nei cantieri cittadini dove operano le nostre cooperative. L’ultima visita dell’anno scolastico è al cantiere di Via Ripa di Porta Ticinese dove la cooperativa C.M.G. La Solidarietà sta eseguendo i lavori di costruzione di un edificio residenziale per CCL Consorzio Cooperative Lavoratori.

Nuova tappa al cantiere di Via Ripa di Porta Ticinese, a pochi passi dai Navigli milanesi, per gli studenti del Bazzi, ospiti della cooperativa di costruzioni “La Solidarietà”. Da Gussola (CR), dove la cooperativa ha sede da oltre settant’anni, a Milano per costruire un edificio con circa 90 alloggi in proprietà secondo il regime dell’edilizia libera.
Il progetto, ad opera di CCL Consorzio Cooperative Lavoratori, prevede la realizzazione di esercizi commerciali per il vicinato e la riqualificazione di due edifici di proprietà comunale destinati a servizi per la cittadinanza connessi al tema ciclopedonale. Attualmente a lavoro nel cantiere ci sono più di trenta operai, saranno molti di più tra sei mesi, quando i lavori entreranno in una fase più complessa fino alla consegna, prevista per luglio 2020.

Ad accompagnare gli studenti delle classi IV, l’ing. Andrea Dalle Mele e il Geom. Francesco Paletta, soci lavoratori della cooperativa. Gli studenti hanno potuto vedere lo stato di avanzamento dei lavori, con le due unità edificate fino al quarto e quinto piano d’altezza. Dagli spazi riservati ai box auto, che saranno piastrellati in gres porcellanato,  al terrazzo, da cui si allarga la vista sulla città. Ad attirare l’attenzione degli studenti è la base della gru che, dalla sua “bocca di lupo”, grava su 100 metri cubi di fondazione, necessari per riceverne gli sforzi. Le gru del cantiere sono radiocomandate, è raro – ci spiegano – vederne con l’operatore all’interno, se non per altezze considerevoli. Discutendo sull’impiego della tecnologia nei cantieri sono molti gli esempi e le visioni dei cantieri 4.0: dai droni che volano sul cantiere controllando i lavori ai sensori applicati a oggetti e persone che evitano infortuni, dai visori per la realtà aumentata che rivelano informazioni invisibili a occhio nudo ai robot che lavorano in cantiere fino al Bim, il Building information modeling, lo strumento per condividere informazioni tra committente, progettista, impresa, fornitori e manutentori. A dubitare di un futuro cantiere tutto digitale è Fausto, capo cantiere e storico cooperatore edile, nato a Sermide ma ora milanese di adozione, da oltre quarant’anni lavora nella cooperazione edilizia. Saluta offrendo il polso, dove c’è l’orologio che non guarda mai, soprattutto la sera perchè a lavoro in cantiere trova soddisfazione. “Ho iniziato in cooperativa” dice “e in cooperativa voglio finire”. Prossimo alla pensione, non dimentica la passione per la costruzione né i suoi strumenti di misurazione, quelli di una volta, analogici e affidabili, il filo e la livella a piombo. Nei giovani ha fiducia, spera possano portare avanti la maestranza artigianale di questo mestiere. Circa la metà degli studenti del Bazzi andranno a lavorare nei cantieri, in una mano il metro e nell’altra il tablet, e le parole di Fausto a far da memoria.

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