“Il peggior nemico della mafia è la scuola”, si legge su uno dei tanti striscioni portati in piazza dagli studenti, tantissimi, che hanno partecipato alla manifestazione regionale di Libera, ieri 21 marzo a Mantova, in occasione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. La primavera della legalità ha sfilato per le strade della città, da Campo Canoa, lungo la sponda del lago Inferiore, fino a Piazza Sordello. Qui, raccolti tra bandiere colorate, fiori e pagine di memoria, tanti cittadini, provenienti da tutta la regione, in prevalenza studenti, felici di essere testimoni di legalità. “Siamo noi, l’Italia quella vera siamo noi” cantano insieme, un coro di voci che si oppone, alle mafie e al silenzio per affermare la memoria e la consapevolezza. A ricordare che la «realtà mantovana non è esente da segnali di fenomeni mafiosi» sul palco è stato il Prefetto di Mantova Sandro Lombardi che ha raccontato alla piazza che, dal 20 novembre scorso, giorno del suo insediamento, «sono state prodotte quattro interdittive antimafia, un diniego di iscrizione nella white list e due preavvisi di rigetto di iscrizione». Commosso e necessario anche il ricordo delle vittime delle mafie testimoniato dalla voce diretta dei parenti, “piegati e piagati”, che ringraziano Libera per l’impegno costante. Mentre il vento fa sventolare le bandiere, anche quelle di Coop Lombardia presente in piazza con un gruppo di soci, sul palco si alternano tante voci, inclusa quella di Marta Battioni per Legacoop Lombardia e Ugo Zanchetta per Unipol, che leggono il lungo elenco di nomi e cognomi delle vittime delle mafie. La mattinata si conclude con l’intervento di don Luigi Ciotti, in collegamento da Foggia, sede della manifestazione nazionale, che invita tutti a «uscire dall’io per organizzare il noi» ovvero a cooperare, ad essere nella società agenti di cambiamento, a partire dalla partecipazione attiva, contro il principio della delega, per schierarsi in prima persona ed affermare con chiarezza da che parte si sta. Intanto nella piazza suonano le campane, i ragazzi ascoltano con il cuore e il sole in faccia. Prima di salutarsi e sciamare via lentamente, dal palco cantano “Non mi avete tolto niente, questa è la mia vita che va avanti, oltre tutto, oltre la gente, non mi avete fatto niente”, con la convinzione che non sia solo una canzone.