Legacoop Lombardia, le cooperative di produzione e servizi tra pandemia, frontiera e filiera

15 Ottobre 2020

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Si è svolta online, giovedì 15 ottobre, l’Assemblea Regionale Legacoop Produzione e Servizi Lombardia, il comparto che riunisce i cooperatori lombardi dei settori industria, edilizia, progettazione, servizi, trasporti e logistica.

Dalle cave di marmo alla piattaforma digitale per i centri profughi delle Nazioni Unite, il comparto Produzione e Servizi – nato dalla fusione tra Legacoop Servizi e Ancpl – rappresenta una cooperazione di lavoro complessa e articolata dove confluiscono saperi e competenze diverse ma trasversali.
L’assemblea del 15 ottobre è stata l’occasione per riunire i cooperatori e le cooperatrici della Lombardia, riflettere sui mesi difficili dell’emergenza sanitaria e su quelli futuri da attraversare e per preparare il confronto in vista dell’Assemblea di Mandato di Legacoop Produzione e Servizi fissata nelle giornate del 27 e del 28 ottobre 2020.
Partendo dal Documento Programmatico 2020-2024 – integrato con un Appendice legata all’emergenza sanitaria che è possibile scaricare qui – il confronto regionale ha posto l’attenzione sul mercato e sulle criticità, evidenziate anche dall’intervento di Fabrizio Bolzoni Direttore Legacoop Produzione e Servizi.
A richiamare la consapevolezza che “la semplice lettura dell’economia cooperativa fatta per sedi e codici Ateco sia ormai superata nei fatti e nelle scelte delle cooperative associate” è stato il Presidente di Legacoop Lombardia, Attilio Dadda, nel suo discorso alle cooperative. “Occorre guardare alle nuove frontiere e alle nuove forme e sfide per la cooperazione” ha continuato Dadda, evidenziando sia la centralità del lavoro nel settore che la natura della Lombardia come “laboratorio e banco di prova per la cooperazione di lavoro e i suoi consorzi nazionali”.

In Lombardia, e a Milano in particolare, agiscono anche le comunità che compongono la base sociale allargata della cooperazione e sono capaci di partecipare al cambiamento delle città.
Nuove strategie in campo ambientale, progettualità e lavoro le parole chiave del messaggio di Mario Vanni, Capo di Gabinetto del Comune di Milano che ha preso parte ai lavori, in rappresentanza dell’amministrazione milanese, insieme con Pierfrancesco Maran Assessore a Urbanistica, Verde e Agricoltura. E’ un’economia collaborativa e sociale che l’Assessore Maran ha richiamato nel corso del suo discorso rivolto ai cooperatori, quali attori storici di sfide sociali e imprenditoriali per la città di Milano. Un modello nuovo che garantisca nuovi servizi, tenendo conto del “diritto a lavorare” e di un’idea di innovazione e digitalizzazione che torna ad essere economia di territorio.
A fornire un quadro di luci e ombre sul territorio è stato l’intervento di Giuseppe Sopranzetti Direttore Banca d’Italia sede di Milano, nell’analizzare sia la “crisi epocale al quadrato” che stiamo vivendo che la “possibilità di risollevarsi” con conoscenza, innovazione e una visione integrata.

Proteggere, preparare e promuovere sono le tre parole chiave richiamate dal Presidente di Legacoop Nazionale Mauro Lusetti, in collegamento nel corso dei lavori assembleari. All’azione di protezione che ha visto l’associazione a fianco delle cooperative nei mesi più duri dell’emergenza, segue quella in cui è necessario capire, studiare, analizzare e ricercare quali siano i cambiamenti effettivi determinati dalla pandemia. “Le campagne congressuali – ha aggiunto Lusetti – hanno il compito di analizzare anche questi aspetti” e attivare una promozione della cooperazione che guarda avanti. Dalla legge sul socio lavoratore alla discussione dei contratti nazionali, la tutela del lavoro diventa azione di rappresentanza e coesione sociale.
Compito che le cooperative assolvono con la loro natura pionieristica, richiamata da Sergio Fiorini nella sua relazione alle associate che invita a “riscoprire quel lato della cooperazione fatto di ricerca e sperimentazione”. Nel sottolineare le grandi sfide che le città moderne comprese nelle aree metropolitane hanno di fronte anche nel rapporto controverso con l’ambiente e la provincia più profonda e critica, la relazione di Fiorini evidenzia l’opportunità cooperativa sul versante della rigenerazione urbana, “perché solo la cooperazione ha in sé la possibilità di sviluppare una filiera rigenerativa per le problematiche dell’abitare in grado di mettere insieme gli aspetti tecnici di progettazione ed esecuzione, gli aspetti del sociale e della filiera dei servizi”.

Nel corso dei lavori – presieduti dal Direttore di Legacoop Lombardia Barbara Farina – gli interventi di alcuni cooperatori e cooperatrici hanno richiamato ulteriori parole chiave per le sfide che verranno: “competenza ed energia” per Francesca Federzoni di Politecnica, “legalità e rete” per Fabio Ferrario di CLO, una maggiore collaborazione “tra pubblico e privato” per Emiliano Cacioppo di CMB, “giovani generazioni” per Anna Fornasiero di Idealservice. A contribuire al dibattito con le proprie testimonianze cooperative: Laura Panzeri di CAeB, la cooperativa di archivisti e bibliotecari che nei mesi del lockdown ha erogato diversamente i suoi servizi; Rachele Limonta di Linea Banqueting che ha denunciato la sofferenza di un settore, quello legato agli eventi e ai poli fieristici, verso cui c’è poca attenzione; con l’esperienza industriale di Cefla, Gianmaria Balducci, candidato alla presidenza di Legacoop Produzione e Servizi.

A chiudere i lavori Carlo Zini, nella sua duplice veste di Presidente di CMB e dell’associazione nazionale Produzione e Servizi, che ha richiamato la cooperazione delle origini, “nata per non lasciare indietro nessuno”, e quella da immaginare che sia “attrattiva per i talenti” e confermi la sua missione: “tutelare il lavoro”.

Al link che segue è possibile scaricare la presentazione per immagini a cura del Dipartimento Produzione e Servizi di Legacoop Lombardia, un racconto visivo della cooperazione di lavoro lombarda: SCARICA LA PRESENTAZIONE

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