Rapporto Coop 2020, l’Italia nel post Covid

22 Settembre 2020

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Come ogni anno il Rapporto Coop 2020 redatto dall’Ufficio Studi di Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori) con la collaborazione scientifica di Nomisma si concentra su “Economia, consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani”. L’edizione 2020 è orientata a descrivere la situazione della nuova realtà che ci attende quando la pandemia sarà conclusa.

La vita in una bolla. Il risultato finale che evidenzia il rapporto, al netto delle retrocessioni e degli avanzamenti, è la sensazione di vivere sospesi in una bolla. E’ la bolla digitale che crea cluster chiusi e autoreferenziali, la bolla della vita affettiva che si autodelimita (pur generando soddisfazione), gli spostamenti che diventano di corto raggio e la comfort zone della casa che rassicura. Tra le mura domestiche piuttosto che altrove ci si nutre (41% prevede di ridurre la spesa prevista nel prossimo anno alla voce ristoranti), ci si diverte (44% la quota di chi nel 2021 ridurrà la spesa per intrattenimenti vari fuori casa), si incontrano amici e familiari (o a casa propria o a casa loro). E se dovessero mancare affetti ci si adopera per riempire il vuoto: 3,5 milioni di italiani durante il lockdown o subito dopo hanno acquistato un animale da compagnia e 4.3 milioni pensano di farlo prossimamente. Da ultimo, l’elemento forse più insidioso è il restare prigionieri di bolle sociali e informative chiuse ed autoreferenziali, terreno fertile per l’informazione di parte e la proliferazione delle fake news. L’esplosione nell’uso dei social, il dilagare della fruizione di contenuti on demand, l’assenza di un confronto sociale ampio sono elementi che coinvolgono e coinvolgeranno una parte oramai sempre più ampia della popolazione (il 30% degli italiani nel 2021 aumenterà il tempo trascorso su internet e il 19% quello passato sui social).

Fatto in casa, digitale, sicuro e sostenibile il nuovo cibo degli italiani. Alla spesa alimentare, pur nell’emergenza e in una evidente contrazione generalizzata degli acquisti, gli italiani non hanno rinunciato e non rinunciano. Ma guardando dentro al carrello si nota una straordinaria inversione di tendenza rispetto alla fotografia scattata appena un anno fa dal Rapporto Coop2019. Allora era fuga dai fornelli, ora invece, complice il lockdown, gli italiani hanno rimesso le mani in pasta, e anche nel post Covid cucinare a casa è una costante che spiega la forte crescita nelle vendite degli ingredienti base a fronte della contrazione dei piatti pronti. La preparazione domestica dei cibi è probabilmente anche la nuova strategia degli italiani per non rinunciare alla qualità e contemporaneamente alleggerire il proprio budget familiare.
E tra le costanti che il Covid-19 non ha spazzato via riemerge con forza l’attenzione prestata dagli italiani ai temi della sostenibilità. Il 27% degli abitanti del Bel Paese acquista prodotti sostenibili/ecofriendly di più rispetto a prima del Covid; il 21% ha aumentato gli acquisti in punti vendita che promuovono prodotti sostenibili; e il 20% acquista di più da aziende che operano nel rispetto dei lavoratori.

Coop fa parte con orgoglio di quella filiera agroalimentare che ha saputo reagire positivamente alla crisi del Covid-19 e, grazie all’impegno dei colleghi nei punti vendita, ha fornito un servizio basilare alla collettività. Come si legge dal sito Partecipacoop di Coop Lombardia: “È confortante ritrovare nei mutamenti delle abitudini degli italiani delle conferme su tendenze già individuate da Coop, come la sensibilità green, su cui la cooperativa sta investendo molto. Mentre per supportare le famiglie italiane nella spesa quotidiana, l’impegno è nel blocco dei prezzi dei prodotti Coop fino alla fine del mese di settembre, attivando l’offerta “Convenienza Forza 10”, che prevede 10 prodotti al prezzo di 10 euro, con tutta la garanzia Coop, la tracciabilità e l’aggiunta di caratteristiche uniche (come l’antibiotic free o il controllo etico sulla filiera)”.

Come ha sottolineato Marco Pedroni, Presidente Coop Italia, a preoccupare è “la polarizzazione sociale per l’ingiustizia che cresce e per i suoi effetti sui consumi evidenziata anche nel Rapporto. Il rischio che la pandemia spinga verso soluzioni semplificate e meno sostenibili è reale, anche nei consumi di una parte delle famiglie. Confermiamo la nostra strategia che punta a prodotti buoni e sostenibili accessibili a tutti, non solo alle fasce che stanno meglio”.

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