“Il servizio civile è un’opportunità”, l’esperienza di Elisa in cooperativa

22 Ottobre 2020

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Il Governo annuncia lo stanziamento di ulteriori 200 milioni per il servizio civile che il prossimo anno potrà impiegare 50 mila giovani. A condividere la sua esperienza come volontaria per la cooperativa Muba è Elisa Muggetti, a cui il servizio civile “ha schiarito le idee”.

24 anni, laurea in beni culturali, dal quartiere Quarto Cagnino di Milano Elisa racconta il suo servizio civile con una parola: “opportunità”. Volontaria lo scorso anno per il progetto “La cultura incontra l’educazione” ha vissuto la sua esperienza al Muba Museo dei Bambini di Milano, cooperativa sociale associata a Legacoop.
“Mi hanno insegnato a lavorare – spiega Elisa – a creare nuove relazioni e farmi sentire dentro una rete bellissima, quella del terzo settore”. Oltre che occasione per conoscere nuove realtà e crescere professionalmente per Elisa il servizio civile è stato anche utile nel determinare le sue scelte successive, come l’iscrizione a un master sull’educazione museale. “L’esperienza al Muba mi ha schiarito le idee, mi ha dato anche un’idea più chiara della cooperazione. In cooperativa ho trovato un’umanità e un’attenzione alla persona disarmanti. La mia presa di coscienza valoriale è avvenuta con la formazione in Legacoop Lombardia, grazie alla quale ho avuto modo di conoscere altre realtà interessanti del terzo settore, che mi stavano intorno senza che lo sapessi. Ho realizzato come tutto sia circolare”.
Lati positivi ma anche criticità come quelle che la cooperazione sociale si trova ad affrontare nella crisi pandemica, con effetti sulle attività. “Stavamo discutendo della continuità delle nostre attività – aggiunge Elisa – quando è arrivato il Covid. Abbiamo mantenuto i contatti durante il lockdown, con collegamenti in video, lezioni formative, anche una di danzaterapia, per alleggerire il peso della distanza. Siamo tuttora in contatto ma dobbiamo attendere l’attenuarsi della crisi”.
A proposito di cosa significhi avere vent’anni nella pandemia, con le scuole superiori chiuse e gli incontri ridotti, il pensiero di Elisa va ai ragazzi e alle ragazze del gruppo scout di cui è volontaria: “Siamo stati in contatto, ogni settimana in video chiamata, riuscendo a tenere anche alcune attività in presenza ma li vedo molto affaticati, privati della socialità. Noi educatori siamo stati in parte una valvola di sfogo nei periodi più difficili”.
“Quanto a me – conclude Elisa – questo periodo in generale mi ha aiutato a focalizzare le scelte future anche se adesso sono un po’ stufa di stare a casa e mi sembra non abbia senso spendere troppa energia. Diciamo che ho messo il 2020 in stand by, la prendo con calma e tanta filosofia”.

Nella foto Elisa (a sinistra) e Marta (a destra) in un autoscatto da volontarie del servizio civile al Muba.

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