LEGACOOP LOMBARDIA A LECCO PER LA TERZA TAPPA DEL TOUR IL FILO

4 Luglio 2022

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Cura e cultura, salute e turismo. Le filiere cooperative del lecchese al centro della due giorni associativa appena conclusa (30 giugno e 1 luglio 2022) con visite alle cooperative del territorio, incontro con le associate e tavoli di confronto con le istituzioni.

“Terra di mezzo” è la definizione di Angelo Riva, presidente della cooperativa Crams, del territorio lecchese, protagonista della terza tappa de Il Filo tour di Legacoop Lombardia. Zona di passaggio dunque di sperimentazione come hanno raccontato le cooperative associate che hanno preso parte all’assemblea territoriale, ospitata dalla cooperativa Centro Ricerca Arte Musica Spettacolo nella sua taverna di via ai Poggi dedicata a Gino Veronelli, il primo enogastronomo italiano, “enodissidente e gastroribelle” come recita la targa in suo onore. Ad aprire il dibattito il Presidente di Legacoop Lombardia Attilio Dadda con una relazione sulla capacità cooperativa del lecchese, a partire dall’importanza di legare agricoltura di qualità e produzioni del territorio, cura dell’ambiente e delle relazioni, come ha dimostrato la visita – tenutasi in apertura del tour – alla Cascina Rapello gestita dalla cooperativa sociale Liberi Sogni. Una buona pratica di rigenerazione ambientale e sociale che nasce dal basso, con il sostegno delle comunità, la volontà di saper fare e la guida morale di Ivan Illich.
Un esempio dell’importanza di guardare oltre la singola cooperativa, per costruire filiere; oltre il settore di appartenenza, per connettere ambiti diversi e contigui, come la cura del territorio e della salute. A testimoniare un’esperienza concreta di filiera tra cura e cultura è la stessa Crams: cooperativa sociale, culturale e educativa che opera dal 1979 nell’ambito musicale favorendo attraverso l’arte anche il recupero e l’integrazione di marginalità sociali. Angelo Riva, nel corso del suo intervento, ha sottolineato l’importanza di temi prospettici per la cooperazione come le filiere ultra corte e la sovranità alimentare, il welfare per costruire legami di fiducia e le comunità energetiche come occasione di produzione cooperativa.
A raccontare l’esperienza di cooperazione tra medici nel lecchese è intervenuto Marco Magri, vice presidente della cooperativa Cosma che associa circa 145 medici di base, ha curato nel tempo circa 27.000 pazienti della Provincia di Lecco – alcuni raggiunti con i camper nelle aree interne – e ha sviluppato un proprio sistema di telemedicina e monitoraggio. Come ha commentato il Dott. Magri: “salute non vuol dire solo fare degli esami ma anche cura degli aspetti sociali”.
A prendersi cura delle comunità locali, con attività culturali, sociali e conviviali sono i circoli cooperativi, come il Libero Pensiero di Rancio; le cooperative sociali che trasformano i luoghi – da fortini della criminalità organizzata a piazze del sapere e della buona cucina – come è successo con Fiore, il ristorante gestito dalla cooperativa La Fabbrica di Olinda, che quest’anno ha celebrato cinque anni di attività; e ancora la cooperazione che cura il territorio come la cooperativa S.E.V. proprietaria di un rifugio nella zona di Pianezzo, a fianco dei Corni di Canzo.

Il territorio, con le sue complessità e specificità, è stato al centro anche dei tavoli di confronto con le istituzioni di venerdì 1 luglio: con il Sindaco del Comune di Lecco Mauro Gattinoni con cui abbiamo discusso di filiere strategiche per la cultura, il turismo e la sostenibilità e con la Presidente della Provincia di Lecco Alessandra Hofmann, affrontando i temi delle politiche del lavoro, del settore sociosanitario e delle comunità energetiche.

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